Diario di viaggio in Malesia e Singapore: 19 giorni tra natura e città

Questo viaggio tra Malesia e Singapore non è stato solo un susseguirsi di tappe, ma un attraversamento di rotte commerciali, foreste primordiali e città costruite sull’incontro tra culture. Dalle piantagioni coloniali delle Cameron Highlands ai grattacieli di Marina Bay, tutto racconta una regione che vive di scambi: di merci, di persone, di identità.

Giorno 1 – Prime impressioni a Kuala Lumpur

Dopo un viaggio lunghissimo, atterriamo finalmente a Kuala Lumpur. L’aria è umida e il jet lag si fa sentire, quindi seguiamo la solita regola quando si arriva in Asia con questo clima: prendersela con calma.

Abbiamo deciso di dividere la visita della capitale in due momenti del viaggio, scegliendo zone diverse per vivere più anime della città e ottimizzare gli spostamenti. Per i primi due giorni alloggiamo a KLCC, il quartiere dei grattacieli; al ritorno ci sposteremo a Bukit Bintang, più vivace e multiculturale.

Proprio vicino al nostro hotel si trova il Suria KLCC, un enorme centro commerciale dove si trova di tutto: boutique di lusso, negozi pratici e soprattutto una ordinatissima food court al secondo piano che è un paradiso per chi ama il cibo. Con pochi ringgit si può viaggiare tra cucine di mezzo mondo e qui abbiamo fatto il nostro primo pranzo: pratico, veloce e con un ottimo rapporto qualità-prezzo.

Finalmente lasciamo le valigie in hotel e ci concediamo una pausa relax in piscina a sfioro con vista. Nel resto del pomeriggio usciamo per una prima passeggiata verso le Petronas Towers. Inaugurate nel 1999, sono state l’edificio più alto del mondo fino al 2004 e ancora oggi sono il simbolo della città. Ai loro piedi si estende il KLCC Park, un’area verde di 20 ettari perfetta per staccare dalla frenesia urbana.

All’imbrunire prendiamo la metro verso Jalan Alor, il cuore dello street food serale. Le bancarelle iniziano ad animarsi e l’intera via si riempie di tavolini e profumi. Spiedini alla griglia, frutta tropicale, noodles, riso saltato: un primo assaggio della Kuala Lumpur più dinamica.

Giorno 2 – Batu Caves, templi e tramonto tra lanterne

Partiamo presto per raggiungere le Batu Caves ed evitare il caldo più intenso e la folla. Con un Grab (18 ringgit dal KLCC) arriviamo verso le 8:30. I 272 gradini colorati portano alla grotta principale, che ospita il tempio indù principale. L’ambiente è vivace ma raccolto allo stesso tempo: fedeli in preghiera, statue colorate, incenso nell’aria. Riesco anche a ricevere una breve benedizione da un sacerdote, un momento semplice ma significativo. Proseguendo verso una scalinata laterale si raggiunge una grotta più piccola e meno decorata, dove a orari prestabiliti si svolgono delle cerimonie. Alla base delle grotte si trovano altri templi dai colori intensi, che rendono l’intero complesso particolarmente scenografico.

Rientriamo in centro per immergerci nelle diverse anime religiose della capitale. Iniziamo dalla Masjid Negara, la moschea nazionale: la sua architettura moderna con la cupola a ombrello è il simbolo di un Islam contemporaneo. Passeggiamo fino ai vicini Perdana Botanical Gardens. L’area è molto ampia e non si riesce a vedere tutto, ma anche solo una passeggiata tra orchidee e alberi tropicali ci permette di staccare dal traffico. Verso pranzo arriviamo a Dataran Merdeka, la piazza dell’Indipendenza, circondata da edifici coloniali. Ci fermiamo al vicino Central Market, dove al primo piano si trova una grande food court. Si ordina allo stand e ci si siede ai tavoli condivisi: semplice e autentico.

La giornata prosegue con un contrasto continuo che è l’essenza stessa della Malesia: un equilibrio perfetto tra le comunità malay, cinese e indiana. A pochi passi l’uno dall’altro, i luoghi di culto si susseguono come tessere di un mosaico. Visitiamo la storica Masjid Jamek, incastonata tra i grattacieli, per poi spostarci dopo un tuffo in piscina nel quartiere di Brickfields, dove i profumi d’incenso ci guidano allo Sri Kandaswamy Temple, cuore della comunità indù.

Per concludere il pomeriggio, prendiamo un Grab fino al Thean Hou Temple, uno dei templi buddisti più spettacolari del Sud-est asiatico. Arriviamo nel momento perfetto mentre le centinaia di lanterne rosse iniziano ad accendersi, illuminando la struttura mentre il sole cala sulla città. La serata si chiude con un drink in un rooftop bar con vista sulle Petronas illuminate. Turistico, sì, ma il panorama merita.

Giorno 3 – Verso le Cameron Highlands

La giornata inizia alla stazione TBS di Kuala Lumpur, facilmente raggiungibile in metro. Da qui parte il bus per le Cameron Highlands, destinazione Tanah Rata. Il viaggio dura circa 4 ore e il paesaggio cambia progressivamente: dalla città si passa a colline sempre più verdi.

Arriviamo per l’ora di pranzo e ci fermiamo subito in uno dei ristoranti indiani del centro. Tavoli semplici, porzioni abbondanti e cibo delizioso: spezie, tandori, naan appena sfornato.

Dopo il check-in in hotel, nel pomeriggio prendiamo un Grab verso la parte sud della valle per visitare le piantagioni della Cameron Valley Tea House dove le colline sono onde verdi perfettamente ordinate e ipnotiche. Con un biglietto di 4 RM si può passeggiare percorrendo diversi sentieri tra i filari di tè, passando dal punto panoramico con la scritta “Cameron Valley” in stile Hollywood. Le colline ricoperte di piantagioni offrono un panorama completamente diverso e l’aria più fresca è molto piacevole dopo l’umidità della capitale.

Giorno 4 – Tour tra piantagioni, Mossy Forest e fragole

Il giorno dopo ci aspetta un tour organizzato che abbiamo prenotato il giorno prima. Pick-up direttamente in hotel e via per le colline a bordo di un Defender. Prima tappa: le piantagioni BOH, altra azienda storica della zona, con distese infinite di foglie verdi.

Da lì si sale verso la Mossy Forest. Qui la guida ci accompagna in una passeggiata semplice, spiegando la storia di questa foresta protetta e mostrando le varie piante endemiche. La zona è a 2.000 metri: fresca, umida e avvolta da un’atmosfera quasi fiabesca. Arrivati in cima non si può entrare liberamente nella foresta per preservarla, ma la passerella in legno permette di immergersi comunque in questo ambiente unico.

Dalla foresta si scende al BOH Tea Centre: terrazza panoramica pazzesca e una brevissima visita al processo di lavorazione del tè. Ovviamente non manca l’assaggio e la possibilità di acquistare qualche confezione particolare da portare a casa.

Sulla via del ritorno facciamo tappa in una delle tante coltivazioni di fragole. Le serre sono enormi, e con un piccolo extra si può persino raccogliere le proprie fragole. Il tour finisce all’inizio del pomeriggio quando rientriamo in centro a Tanah Rata per un mix tra relax tra tè, scones e negozietti locali

Giorno 5 – Il fascino di Ipoh e l’anima coloniale di Penang.

Con il primo bus del mattino scendiamo dalle alture verso Ipoh, una tappa sorprendente prima di arrivare alla destinazione di giornata. Il primo luogo che visitiamo è il Perak Cave Temple, grande tempio rupestre buddhista cinese raggiungibile in pochi minuti di Grab dal terminal dei bus. Costruito dentro una grotta, tra statue dorate e passaggi nascosti, offre anche una terrazza panoramica che guarda la vallata.

Il centro di Ipoh è compatto e piacevole da girare a piedi. Tra palazzi coloniali, negozi di artigianato e caffè locali, scopriamo anche il famoso white coffee, un caffè tostato in modo particolare e servito con latte condensato ideale in versione fredda con questo caldo. Ci fermiamo per assaggiare piatti peranakan come Nga Choi Kai, il pollo con germogli di soia, accompagnati da dolci tipici cinesi. Tutto è semplice, autentico e racconta la storia culinaria della città.

A metà pomeriggio prendiamo il treno per Butterworth e dalla stazione si passa direttamente al molo, dove un traghetto di 10 minuti porta a George Town sull’isola di Penang. Dopo il check-in facciamo il primo giro serale a Little India dove tra l’odore di spezie e fritti e una processione induista abbiamo la sensazione di essere entrati nel cuore più autentico di Penang. Per chi cerca un’esperienza gourmet accessibile, Auntie Gaik Lean’s Old School Eatery è un ristorante peranakan con stella Michelin: piatti tradizionali curati, ma senza sentirsi fuori posto.

Giorno 6 – George Town con walking tour

La mattina comincia con un free walking tour che ci permette di addentrarci nei vari volti di George Town. La guida locale ci accompagna tra le rovine coloniali dell’estremità sud, raccontando storie di commercianti cinesi e immigrati indiani. Passiamo per templi come il Khoo Kongsi, con le sue facciate scolpite, e il Kuan Yin Temple, dove il profumo di incenso riempie l’aria e scopriamo gli interessanti racconti personali sulla religione e sulla vita a Penang. 

Nel pomeriggio proseguiamo da soli tra Little India e le case-palafitta dei Clan Jetties, un sistema di palafitte che ospita le famiglie cinesi da generazioni. Ci perdiamo tra le stradine del centro, osservando murales, botteghe artigiane e case color pastello. Tra queste la Pinang Peranakan Mansion con i suoi arredi, porcellane e abiti tradizionali di un tempo.

Penang è considerata la capitale gastronomica della Malesia, quindi la sera è dedicata al cibo per assaggiare più piatti possibili nei grandi hawker center: tavoli condivisi, rumore di wok e profumi intensi. 

Giorno 7 – Kek Lok Si e l’essenza di George Town

La giornata parte con la visita al Kek Lok Si Temple, il più grande tempio buddhista del sud-est asiatico. La struttura è imponente e complessa, con pagode, cortili e statue colorate. Salendo con un piccolo ascensore (a pagamento) si arriva in cima, dove troneggia la statua della dea Kuan Yin alta oltre 36 metri che domina la città sottostante. 

In alternativa, o subito dopo, si sale a Penang Hill, scegliendo la funicolare (30 RM) per un viaggio panoramico che in pochi minuti ci porta sopra la città. La vista dalla cima è incredibile: la costa, la vegetazione tropicale e i tetti colorati di George Town si distendono sotto, mentre la brezza fresca rende l’esperienza più piacevole.

Il pomeriggio torniamo verso il centro, passando per Armenian Street e le vie dei murales. Alcuni sono iconici come il bambino sulla bicicletta o i due fratellini sull’altalena, vere opere interattive che invitano a fermarsi e scattare foto. La giornata non è ancora finita, per le 22 prendiamo un bus notturno diretto al porto di Kuala Besut, da cui partiremo per le Perhentian Islands

Giorno 8 – Arrivo alle isole Perhentian

Arriviamo all’alba e prendiamo la prima barca delle 7 che ci porta direttamente al molo vicino al nostro alloggio, il Crocodile Rock Villas. La giornata la dedichiamo a mare e relax tra Coral Bay e Rainforest Beach, esplorando le piccole calette e nuotando in acque cristalline. La cena è al ristorante del lodge, uno dei migliori dell’isola, con piatti a base di pesce fresco e sapori locali. I prezzi sono più alti rispetto alla terraferma, ma il contesto e la qualità lo rendono più che giustificato.

Giorno 9 – Snorkeling tour

Alle 10 ci facciamo trovare pronti sulla spiaggia di Coral Bay, dove parte il nostro snorkeling tour. La barca salpa e inizia un percorso tra 6 spot diversi: barriere coralline, spiagge nascoste, fondali abitati da pesci coloratissimi e anemoni variopinti. Tra un tuffo e l’altro riusciamo a vedere anche tartarughe marine che nuotano lente vicino alla superficie. Per pranzo ci fermiamo nel piccolo villaggio principale dell’isola, Fisherman’s Village, dove si trova anche una suggestiva moschea costruita direttamente sul mare. Il pomeriggio prosegue con ulteriori immersioni e nuotate, scoprendo angoli delle isole accessibili solo via mare. La giornata è intensa, , passata dentro e fuori dall’acqua, alla scoperta della vita marina delle Perhentian.

Giorno 10 – Spiagge segrete e relax

Oggi decidiamo di esplorare a piedi alcune delle spiagge più nascoste. Ci avventuriamo verso Paradise Beach, seguendo un sentiero di trekking tra vegetazione fitta e deviazioni nascoste riusciamo a trovare il percorso che scende dal resort Marriott, ottenendo un accesso quasi esclusivo alla spiaggia. In alternativa si può arrivare comodamente in taxi boat.

Dopo qualche ora torniamo verso Coral Bay e, con una passeggiata di 10 minuti, raggiungiamo Long Beach, il cuore più vivace dell’isola. Qui l’atmosfera cambia: più turisti, piccoli chioschi di cibo e barche che partono e arrivano. Prendiamo un taxi boat fino a Turtle Beach, sull’isola di fronte, dove incontriamo fauna locale come scimmie nere dagli occhi bianchi e tartarughe che nuotano vicino alla riva.

La giornata si conclude rientrando a Long Beach in barca, con una serata più vivace rispetto ai giorni precedenti: fuochi sulla spiaggia, musica dal vivo e viaggiatori di ogni parte del mondo in un’atmosfera gioiosa e rilassata.

Giorno 11 – Trasferimento a Sandakan

La mattina parte presto. Prendiamo la prima barca verso il porto di Kuala Besut, poi un minivan condiviso ci porta all’aeroporto di Kota Bharu. Il volo, con scalo a Kuala Lumpur, ci porta a Sandakan, nel Borneo malese. La giornata è quasi tutta dedicata ai trasferimenti, ma arriviamo nel tardo pomeriggio, pronti a iniziare la seconda parte del viaggio nella foresta e la fauna selvatica di una delle aree con maggiore biodiversità al mondo: oranghi, scimmie nasiche, elefanti pigmei del Borneo, hornbill sono specie che esistono solo qui.

Giorno 12 – Sepilok: oranghi e orsi del sole

Al risveglio prendiamo un grab per raggiungere Sepilok, cuore delle riserve naturali del Borneo. La prima tappa è il Sepilok Orangutan Rehabilitation Centre. Arriviamo prima del feeding delle 10 e camminiamo su passerelle in legno tra la foresta fino alla piattaforma principale dove vengono posizionati cesti di frutta: dagli alberi cominciano a scendere gli oranghi, alcuni piccoli che si aggrappano alle madri, altri adulti oscillano con lentezza elegante. Esperienza bellissima, anche se piuttosto affollata. Meglio arrivare in anticipo e posizionarsi sul lato della piattaforma per avere una visuale migliore e meno teste davanti. 

Subito dopo visitiamo il vicino Bornean Sun Bear Conservation Centre. Qui gli orsi del sole, piccoli e con la caratteristica macchia chiara sul petto, si muovono goffi tra gli alberi. Alcuni sono stati salvati da situazioni drammatiche e ancora portano con sé segni del passato. Le passerelle sopraelevate permettono di osservare senza disturbarli, rendendo la visita coinvolgente e rispettosa.

A fine mattinata ci vengono a prendere per iniziare il tour di 3 giorni 2 notti (3D2N) lungo il fiume Kinabatangan. Questo uno degli ultimi corridoi naturali con incredibile biodiversità che collegano frammenti di foresta rimasti dopo decenni di deforestazione per le piantagioni di olio di palma.

Nella nostra prima uscita la barca lunga e stretta ci fa scivolare tra affluenti e vegetazione. La guida individua e ci spiega dettagli interessanti sulle numerose specie che incontriamo. Al tramonto, rientriamo al nostro lodge, una struttura semplice ma curata, tutta in legno, affacciata sul fiume. 

Giorno 13 – Alba e safari nel cuore del Borneo 

Sveglia prima dell’alba. Alle 6 siamo già in barca sul fiume avvolti da una luce morbida e quasi irreale. L’aria fresca della mattina e il silenzio della foresta creano un’atmosfera intima con macachi che saltano tra gli alberi, scimmie nasiche che si spulciano e varietà di uccelli con i loro becchi imponenti.

Dopo il rientro per colazione, facciamo una breve passeggiata nel villaggio vicino al lodge. Vediamo uno spaccato genuino della vita lungo il fiume che vive in un equilibrio fragile: pesca, agricoltura su piccola scala e ora ecoturismo. La presenza dei lodge e dei safari fluviali, se ben gestita, crea un’alternativa economica alla deforestazione.

Nel pomeriggio riprendiamo il safari: la guida ci porta più a fondo nella giungla, e tra rami alti scorgiamo finalmente un orango selvatico. Prima del tramonto, ritroviamo alcuni elefanti con un cucciolo e coccodrilli immobili lungo la riva, quasi parte del paesaggio.

La serata offre un’esperienza speciale: safari notturno a piedi nella foresta. Torce accese, silenzio assoluto, ogni rumore amplificato. Osserviamo uccelli addormentati, insetti luminescenti e uno slow loris con occhi enormi che riflettono la luce.

Giorno 14 – Rientro a Kuala Lumpur

Ultimo safari all’alba, poi colazione e trasferimento verso l’aeroporto di Sandakan, destinazione Kuala Lumpur. Arriviamo nel pomeriggio e ci sistemiamo in hotel a Bukit Bintang, posizione perfetta per esplorare a piedi.

La sera giriamo per il quartiere vivace e multiforme. Scegliamo un ristorante indiano della zona e ordiniamo un roti gigantesco, croccante e lunghissimo, servito con curry speziatissimi. Passeggiamo un po’ per le strade, tra negozi e bancarelle. Il contrasto tra la natura selvaggia del Borneo di poche ore prima e l’urbanità di Kuala Lumpur è incredibile.

Giorno 15 – Kuala Lumpur con gli occhi di un local

Partecipiamo a un free walking tour prenotato su GuruWalk. La guida ci accompagna in Chinatown, eredità dei migranti cinesi arrivati durante il boom minerario dell’Ottocento, tra templi taoisti nascosti, botteghe tradizionali e lanterne rosse che raccontano una comunità ancora attiva. Passeggiamo tra i vicoli, osservando e scoprendo curiosità su attività quotidiane che spesso sfuggono agli itinerari canonici.

Nel pomeriggio proseguiamo l’esplorazione in autonomia. Entriamo in templi minori, osserviamo murales nascosti, ci perdiamo tra le bancarelle dei mercati locali e facciamo gli ultimi acquisti malesi.

Giorno 16 – Malacca: rosso olandese e botteghe cinesi

Partiamo di primo mattino da Kuala Lumpur con un bus dal terminal TBS e arriviamo in circa due ore a  Malacca. La città per secoli è stata uno dei porti più importanti dell’Asia, qui non si cammina solo tra edifici colorati: si attraversano strati di storia.

La Dutch Square, con la sua Piazza Rossa, racconta il periodo olandese, ma Malacca è stata prima portoghese e poi britannica. Salendo verso le rovine della fortezza A Famosa si percepisce quanto questo luogo sia stato conteso: controllare Malacca significava controllare le rotte delle spezie tra Cina, India e Medio Oriente.

Il cuore vero però è l’anima peranakan, nata dall’incontro tra mercanti cinesi e donne malesi locali. Le case lungo Jonker Street non sono solo fotogeniche: sono il risultato di questa fusione culturale, visibile nei dettagli architettonici, negozi storici, nei cortili interni e soprattutto nella cucina.

Malacca si gira facilmente in meno di un giorno, respirando l’atmosfera rilassata e colorata della città.

Giorno 17 – Il futuro a Singapore: Supertrees e skyline iconici

Sveglia presto e partenza con bus verso Singapore. Alla frontiera scendiamo per il controllo passaporti e poi risaliamo sullo stesso mezzo, una procedura ordinata ma da considerare nei tempi di viaggio.

Appena arrivati in città, il cambiamento è immediato. Tutto è più pulito, più regolato, quasi calibrato al millimetro. Non è casuale: Singapore è una città-stato che ha costruito la propria identità su efficienza, pianificazione e multiculturalismo controllato.

Ci dirigiamo subito verso Marina Bay. Uscendo dalla metro ci troviamo davanti al complesso del Marina Bay Sands, con le sue tre torri e la famosa “barca” panoramica in cima. Da lì a piedi passeggiamo per la zona di Gardens by the Bay dove la natura è progettata nei minimi dettagli sfruttando la tecnologia. Iniziando dalla Flower Dome, una serra climatizzata con piante da tutto il mondo con una varietà di colori e profumi è sorprendente. Poco prima del tramonto saliamo sull’OCBC Skyway, la passerella sospesa tra i Supertrees che raccolgono energia solare e contribuiscono al sistema ambientale del parco. La vista sulla baia che si illumina lentamente è spettacolare.

Dopo il buio, ci fermiamo a osservare i due spettacoli di luci e suoni: il Garden Rhapsody tra i Supertrees e lo Spectra davanti al Marina Bay Sands. Atmosfera suggestiva, con luci, musica e riflessi sull’acqua che trasformano la città in un teatro a cielo aperto. Per cena, ci dirigiamo a Kampong Glam, davanti alla Sultan Mosque illuminata di sera, dove mangiamo roti prata in un locale semplice e frequentato solo da gente del posto.

Giorno 18 – Little India, Chinatown e hawker leggendari

Nella seconda giornata siamo alla ricerca dell’anima più profonda della città che si contrappone alla sua parte moderna. Si inizia a Little India partendo dal Tekka Centre: un mercato vivace, colorato e profumato, con bancarelle di spezie, fiori e sari. Passeggiamo tra i templi induisti, come lo Sri Veeramakaliamman Temple, assistendo in silenzio ai rituali quotidiani per i locali di origine tamil. Prima di lasciare la zona, facciamo un salto al caotico Mustafa Centre, un centro commerciale aperto 24 ore dove si trova davvero di tutto.

Proseguiamo in metro fino a Chinatown, passeggiando tra murales, botteghe e templi come il Buddha Tooth Relic Temple. Per pranzo ci fermiamo ad uno degli Hawker Center, espressione culturale che il governo ha riconosciuto come patrimonio culturale immateriale, poiché rappresentano la convivenza concreta di cucine diverse nello stesso spazio. Nel pomeriggio esploriamo ulteriormente il quartiere, con tappa anche il Chinatown Complex Food Centre per assaggiare piatti famosi come quello di Hawker Chan, il primo hawker al mondo ad aver ottenuto una stella Michelin.

C’è tempo anche per passeggiare su Orchard Road, con deviazione a Emerald Hill Road, famosa per le sue case peranakan colorate, prima di chiudere la giornata con la cena finale di viaggio al Lau Pa Sat, un hawker center immerso tra grattacieli illuminati. Il mix di sapori, luci e rumori è il modo perfetto per salutare Singapore.

Giorno 19 – Si ritorna

Ultima mattina di viaggio. Ci dirigiamo verso l’aeroporto con un po’ di anticipo per visitare il Changi Airport. La protagonista è la Rain Vortex, una cascata interna circondata da giardini lussureggianti. Passeggiamo tra passerelle sospese e verde ovunque, immersi in un ambiente futuristico che combina natura e architettura in modo sorprendente.

Questo viaggio ci ha mostrato un Sud-Est Asiatico che non è solo spiagge o skyline futuristici, ma un territorio costruito dall’incontro: tra foresta e cemento, tra spezie e finanza, tra identità diverse che imparano a convivere. La Malesia e Singapore sono mondi complessi e meravigliosi che meritano di essere esplorati con calma. Per aiutarti a organizzare al meglio ogni singola tappa, sto preparando degli articoli dedicati per ogni città e area visitata: lì troverai approfondimenti storici, consigli su dove mangiare e tutte le informazioni pratiche (trasporti, costi e orari) per costruire il tuo itinerario perfetto.