Un viaggio di 17 giorni in Giappone raccontato passo dopo passo, alternando metropoli ultramoderne, villaggi storici, templi immersi nei boschi e quartieri accesi di luci al neon. È stato intenso e vario: treni ad alta velocità, sentieri tra i cedri del Nakasendo, la spiritualità di Koyasan, la maestosità di Kyoto e l’energia diretta di Osaka. Diciassette giorni in cui abbiamo cercato di bilanciare luoghi iconici e angoli meno battuti, grandi città e silenzi di montagna, street food e cucina tradizionale.
Giorno 1 – Tokyo: Ginza, Tsukiji e Shinjuku
Appena atterrati a Tokyo, l’adrenalina del primo giorno ci fa dimenticare la stanchezza del volo. Dopo aver lasciato le valigie, ci dirigiamo in metro verso Tsukiji, quello che per decenni è stato il mercato del pesce più grande del mondo. Oggi resta il mercato esterno, un intricato dedalo di bancarelle e minuscoli ristoranti dove l’aria è satura di profumi. Seduti al bancone di un locale, consumiamo il nostro primo vero sushi giapponese, semplice e perfetto, con il riso tiepido e pesce che si scioglie in bocca.

Proseguiamo verso Ginza, il quartiere più elegante di Tokyo dove tutto è ordinato e lucido: boutique di lusso, grandi magazzini storici e numerosi palazzi firmati da archistar che sembrano più musei che negozi. Nel tardo pomeriggio ci spostiamo a Shinjuku, dove la città cambia completamente volto. Le luci al neon iniziano ad accendersi, i flussi di persone aumentano e l’energia diventa quasi caotica, in particolare nella zona di Kabukicho. Qui ci ceniamo con un ramen provando la vera esperienza giapponese: seduti su un lungo bancone separati da piccoli divisori. Chiudiamo la giornata infilandoci tra gli stretti vicoli di Omoide Yokocho e Golden Gai, dove una striscia di izakaya minuscoli ospitano qualche paio di persone sedute al bancone a mangiare yakitori e bere birra o sake.
Giorno 2 – Shibuya, Ueno e Akihabara
La giornata inizia a Shibuya, davanti a uno dei simboli più iconici di Tokyo: lo scramble crossing. Osserviamo le persone incrociarsi dai piani alti di uno dei palazzi all’incrocio, anche se le alte aspettative di questo posto mi hanno lasciato un pochino di delusione, alla fine è un medio-grande incrocio come se ne vedono altri in Giappone e in Asia. Molto più interessante è perderci nei vicoli secondari dietro la stazione, dove bar minuscoli e locali anonimi raccontano una Tokyo più quotidiana.

A metà mattina ci spostiamo verso Ueno, uno dei quartieri più storici della città. Passeggiamo nell’omonimo grande parco, tra laghetti, viali alberati e templi, concedendoci un momento di pausa. Poco distante, pranziamo al mercato di Ameya-Yokocho che ci riporta improvvisamente nel caos: rumoroso, colorato, dove si vende di tutto e gli odori si mescolano senza sosta.
Nel pomeriggio è il momento del quartiere di Akihabara, il regno della cultura otaku. I negozi sembrano infiniti: manga, retro-console, action figure, modellini e gadget di ogni tipo riempiono i piani degli alti edifici della zona. La sera torniamo a Shibuya per vederla illuminata e cenare con un ottimo katsu curry, la tipica cotoletta giapponese servita con riso e una densa salsa al curry.
Giorno 3 – Meiji Jingu, Harajuku, Asakusa
Iniziamo la giornata entrando nel grande parco del Meiji Jingu, uno dei santuari shintoisti più importanti di Tokyo. Attraversare i torii in legno e camminare tra gli alberi significa lasciare alle spalle la città: il rumore si attenua e l’atmosfera diventa sacrale.
Da qui camminiamo fino alla zona di Harajuku, cambiando completamente scenario. La via principale è Takeshita Street, dove i ragazzi giapponesi solitamente passeggiano in mezzo a unconcentrato di moda eccentrica, colori accesi e snack dalle farciture improbabili. Poco distante, il quartiere di Omotesando mostra un volto più sofisticato, con il suo grande viale alberato e architetture moderne ed essenziali.

Nel pomeriggio raggiungiamo Asakusa, il cuore più tradizionale di Tokyo. Il tempio Senso-ji, il più antico della città, ci accoglie con il suo grande portale e il profumo intenso di incenso. Qui peschiamo un omikuji, la tipica lotteria sacra, e passeggiamo tra i vari elementi del complesso divincolandoci tra la folla di turisti qui presente. Ci dirigiamo poi a Kappabashi-dori, la famosa strada con negozi di utensili giapponesi da cucina, tra coltelli artigianali e bacchette di ogni tipo. Dopo cena torniamo al Senso-ji: illuminato e quasi deserto, regala uno dei momenti più suggestivi del viaggio.
Giorno 4 – Shinjuku Gyoen e shopping tech
Dedichiamo la mattina allo Shinjuku Gyoen, uno dei parchi più belli di Tokyo. Qui convivono giardini giapponesi, inglesi e francesi, creando un equilibrio sorprendente. Entriamo anche nella grande serra tropicale, un piccolo mondo silenzioso popolato da piante esotiche.
Dopo pranzo in un locale di soba, i noodles di grano saraceno, saliamo al Tokyo Metropolitan Government Office. È uno dei migliori osservatori gratuiti della città e offre un panorama sterminato fino a scorgere il Monte Fuji nelle giornate più limpide. Il resto del pomeriggio scorre tra quartieri moderni e shopping tecnologico, prima di concludersi in un ristorante omakase.
Giorno 5 – Nakasendo Trail: Magome e Tsumago.

Lasciamo Tokyo e, dopo poco più di tre ore tra shinkansen, treni locali e autobus, raggiungiamo l’antico villaggio postale di Magome. Il borgo è un insieme armonioso di case in legno, mulini, lanterne e scorci montani lungo la storica via del Nakasendo che collegava Kyoto a Edo (Tokyo).
Lasciate le valigie nel ryokan dove staremo per la notte, iniziamo a camminare lungo il Nakasendo. Il sentiero, lungo circa 8 km, attraversa boschi di cedri, risaie, cascate, con le tipiche campane anti-orso sparse lungo il percorso fino ad arrivare a Tsumago. In questo piccolo villaggio perfettamente conservato sembra che il tempo si sia fermato all’epoca dei samurai. Rientriamo a Magome nel tardo pomeriggio e concludiamo la giornata con una cena con vista sulle verdi colline.
Giorno 6 – Arrivo a Kyoto
La mattinata scorre lenta tra i monti, poi dopo circa due ore di spostamenti arriviamo a Kyoto, l’antica capitale imperiale. Appena arrivati, ci immergiamo per qualche snack nel Nishiki Market, una lunga galleria coperta considerata la cucina di Kyoto piena di bancarelle, assaggi e profumi. Nel tardo pomeriggio ci spostiamo al santuario Yasaka, proprio mentre il giorno sfuma nel tramonto e le lanterne iniziano ad accendersi. La sera ci perdiamo nel quartiere di Gion, tra le stradine come Shinbashi-dori dove il tempo sembra sospeso.
Giorno 7 – Fushimi Inari, Higashiyama e il sentiero dei filosofi

La sveglia suona all’alba. Kyoto è ancora silenziosa quando raggiungiamo il Fushimi Inari-Taisha. I suoi famosi torii rossi si susseguono uno dopo l’altro, come un corridoio che sale lentamente sulla montagna. Camminare qui al mattino presto cambia completamente l’esperienza: poche voci, solo il ritmo del respiro e qualche scorcio sulla città che si sveglia.
Dalla spiritualità shintoista passiamo a quella buddista spostandoci verso Higashiyama, la parte orientale di Kyoto. Il Kiyomizu-dera domina la collina con la sua grande piattaforma in legno sospesa nel vuoto, mentre sotto di noi si apre un mare di tetti e verde. Scendiamo poi lungo le ormai affollate vie di Sannenzaka e Ninenzaka, tra botteghe tradizionali e case in legno fino al Kōdai-ji.
La giornata continua con il Ginkaku-ji e il sentiero dei filosofi, che percorriamo nella sua tranquillità costeggiando il canale e facendo tappa nel Hōnen-in e nel Nanzen-ji. Tempio dopo tempio, giardino dopo giardino, realizziamo che forse oggi abbiamo visto più templi di quanti il nostro cervello riesca a catalogare. Arriviamo stanchi alla sera quindi ci concediamo un onsen rigenerante e una ciotola di ramen. Dopo una giornata così, non serve altro.
Giorno 8 – Oro e silenzio zen
Il giorno successivo ci spostiamo in bus nella parte nord-occidentale di Kyoto. Il Kinkaku-ji appare quasi irreale: il Padiglione d’Oro si riflette nello stagno come un’immagine perfettamente costruita. È affollato, sì, ma l’impatto visivo è resta comunque molto forte.
Dal luccichio dell’oro passiamo al minimalismo assoluto del Ryoan-ji. Nel suo giardino zen il tempo si dilata: quindici rocce su un letto di ghiaia rastrellata, disposte in modo tale da non essere mai visibili tutte insieme.
Nel pomeriggio scegliamo di allontanarci dai percorsi più battuti di Arashiyama. Tra le colline troviamo il Giō-ji, con il suo giardino di muschio che sembra un tappeto soffice, e poco distante l’Adashino Nenbutsu-ji. In questo tempiotrovano spazio 8.000 statue in pietra che emergono tra il verde ed una piccola foresta di bambù. Rientriamo verso il centro con la sensazione di aver visto due anime opposte della città: quella iconica e quella nascosta.
Giorno 9 – Nara e i cervi sacri
Prendiamo un treno e in 45 minuti arriviamo a Nara, la prima capitale permanente del Giappone. Tutto si concentra nell’area del grande parco centrale dove i cervi sacri passeggiano tranquilli e si avvicinano curiosi in cerca di shika senbei, i tipici cracker di riso fatti appositamente per i cervi. Visitiamo il Yoshikien Garden, un piccolo giardino tradizionale curato nei minimi dettagli, tra stagni, muschio e padiglioni nascosti. Proseguiamo verso il Todai-ji, tempio che ospita la gigantesca statua del Buddha, il Daibutsu, all’interno di una delle più grandi strutture in legno al mondo. Dopo un pranzo tipico con il Kamameshi, visitiamo il più isolato santuario Kasuga Taisha immerso nel bosco.
Nel pomeriggio rientriamo a Kyoto per qualche acquisto nella zona centrale, passeggiando per le vie coperte come Teramachi-dori, tra negozi di kimono e botteghe tradizionali.
Giorno 10 – Himeji e arrivo a Hiroshima
Al mattino prendiamo un treno veloce verso Himeji. Il castello appare già dalla stazione, bianco e imponente, perfettamente allineato lungo il grande viale cittadino. Il Castello di Himeji, patrimonio UNESCO, è uno dei pochissimi castelli originali sopravvissuti intatti in Giappone. All’interno, scale ripidissime, corridoi in legno e passaggi stretti raccontano la vita difensiva delle famiglie feudali e dei samurai. Salendo di livello in livello, la struttura rivela tutta la sua complessità militare e, dall’alto, offre una vista sulla città. I vicini giardini Koko-en sono altrettanto carini: laghetti, ponticelli, bonsai e scorci studiati con grande armonia. Dopo un pranzo con katsu curry, ripartiamo verso sud in shinkansen, arrivando a Hiroshima nel tardo pomeriggio. Al tramonto passeggiamo lungo Hon-dori, per il primo contatto con la città.
Giorno 11 – Miyajima e Parco della Pace

La giornata inizia presto con il treno fino a Miyajimaguchi e poi il traghetto per Miyajima, una delle isole più iconiche del Giappone. Appena sbarcati, incontriamo subito il santuario shintoista di Itsukushima affacciato direttamente sull’acqua, famoso per il suo torii “galleggiante” che cambia aspetto con il ritmo delle maree.
Saliamo al Daisho-in, un complesso di templi buddisti ricchi di dettagli: statue, lanterne, ruote di preghiera e piccoli dettagli creano un’atmosfera intima e raccolta. È uno di quei luoghi che restano impressi, per me uno dei templi più belli dell’intera vacanza.
Rientrati a Hiroshima, nel tardo pomeriggio visitiamo il Parco della Pace e il memoriale. È un’esperienza toccante, silenziosa, che lascia spazio alla riflessione più che alle parole. La sera ceniamo all’Okonomimura, un edificio di più piani dove ogni piccolo ristorante prepara la stessa specialità: l’okonomiyaki di Hiroshima cucinato direttamente davanti a noi sulla piastra.
Giorno 12 – Relax a Osaka
Dopo la prima mattinata a Hiroshima, riprendiamo uno shinkansen e, ormai abituati a questi spostamenti rapidi, arriviamo a Osaka. La città si presenta subito più diretta e informale.
Passeggiamo per Shinsekai, quartiere popolare dal sapore retrò, e poi ci lasciamo inghiottire dalle luci di Dotonbori, tra ristoranti di ogni tipo, canali e insegne giganti che gareggiano per attirare l’attenzione.
Giorno 13 – Natura a Katsuō-ji e cascate di Minoo
Oggi è giornata di natura. Raggiungiamo il tempio Katsuō-ji prendendo metro e autobus. Il complesso è particolare e suggestivo: ci facciamo guidare dalla cartolina da timbrare, esplorando ogni angolo del tempio. Ci sono migliaia di statuine Daruma offerti dai fedeli come simbolo di perseveranza e fortuna, che popolano scalinate, altari e muretti, creando uno scenario quasi irreale.
Da qui imbocchiamo un sentiero poco frequentato nella foresta, che ci conduce fino al parco di Minoo. Il ponte rosso spicca tra il verde, proprio davanti alle cascate, regalando un fantastico contrasto cromatico.
Giorno 14 – Universal Studios Japan
Ci svegliamo presto per un altro giorno molto atteso: gli Universal Studios Japan. Arriviamo davanti ai cancelli prima dell’apertura e ci tuffiamo subito nel Super Nintendo World, un vero videogioco a cielo aperto. La giornata scorre veloce tra attrazioni e spettacoli: pausa pranzo a tema Harry Potter, montagne russe di Jurassic Park, colori, musica e adrenalina. Un’esperienza completamente diversa dal resto del viaggio, ma immancabile.

Giorno 15 – Koyasan: spiritualità tra i cedri
Lasciamo Osaka per il nostro piccolo “pellegrinaggio” di 2h30 su treni locali, funicolare e autobus fino all’altopiano montano dove si trova Koyasan. Questo è uno dei luoghi più sacri del Giappone, cuore del buddhismo Shingon. Passeggiamo lungo la via principale, osservando i templi che ospitano monaci e viaggiatori. Attirati dal suono di una preghiera entriamo ad assistere a una funzione, restiamo immersi in un’atmosfera mistica e raccolta.
In fondo al paese si apre l’area sacra Oku-no-in, dove un lungo sentiero tra cedri altissimi, tombe muschiose e lanterne di pietra porta al mausoleo di Kobo Daishi, monaco fondatore del buddhismo Shingon. Camminare qui, nel nostro caso nella solitudine di una giornata con leggera pioggia e nebbiolina, è stato uno dei momenti più intensi del viaggio. Dormiamo in uno dei templi nel cosiddetto shukubo, gustando una cena shojin ryori, la cucina vegetariana dei monaci.
Giorno 16 – Meditazione e acquario di Osaka
All’alba assistiamo alla preghiera dei monaci, un rito essenziale e potente. Continuiamo poi l’esplorazione degli scorci e dei templi di questo paesino sospeso nel tempo.
All’ora di pranzo rientriamo a Osaka e visitiamo l’acquario Kaiyukan, rimanendo colpiti dalla gigantesca vasca centrale che ospita squali balena, mante e molte altre specie oceaniche.
Giorno 17 – Saluti finali
L’ultimo giorno lo viviamo con calma. Passeggiamo per Sennichimae alla ricerca degli ultimi souvenir: ceramiche, utensili, bacchette. Prima di raggiungere l’aeroporto, ci concediamo un po’ di puro divertimento nell’enorme palazzo del Round One, tra sale giochi, kart, baseball, karaoke e infinite gacha. È il modo perfetto per salutare il Giappone.
Questo viaggio è stato pieno di scoperte, di templi, panorami, treni presi e pause improvvise davanti a un piatto tipico. Un viaggio fatto di tappe diverse tra loro, ma unite dalla stessa curiosità di capire davvero i luoghi attraversati.
Se stai pianificando un itinerario simile, ti consiglio di dare un’occhiata appena saranno pubblicati agli articoli dedicati alle singole città e tappe: lì trovi approfondimenti, consigli pratici, suggerimenti su cosa vedere, dove dormire e come organizzare al meglio ogni giornata. Questo è il racconto del filo che lega tutto; nei dettagli, invece, si nasconde la vera bussola del viaggio.
–ji (寺) → indica un tempio buddista. Presenta pagode, statue del Buddha, incenso, grandi sale di preghiera e spesso cimiteri annessi.
–in (院) → un sottotempio o complesso all’interno di un’area religiosa più ampia
Jinja (社)→ termine per indicare un santuario shintoista, religione autoctona giapponese. Si riconosce dai torii (portali rossi o in legno) che segnano il passaggio al luogo sacro.
Taisha (大社) → grande santuario shintoista di particolare importanza.
–dori (通り) → significa strada o via.
–en (園) → significa giardino o parco.

